Prepararsi al wesak

Sabato 18 Maggio ci troveremo per festeggiare il grande evento del Wesak. Questo articolo serve per conoscere approfonditamente cosa è veramente e come si svolge. Buona preparazione a tutti

WESAK

Ci sono sulla terra giorni speciali, giorni in cui la divinità si piega amorevole sui suoi figli e

diffonde in modo particolare la Sua Benedizione, affinché ciascuno possa ricevere la sua parte

di felicità. Uno di questi giorni è il Wesak, che si celebra ogni anno con il Plenilunio nella

costellazione del Toro. Nel 2016 il primo plenilunio dopo la Pasqua nel mese della costellazione

del Toro sarà il 22 aprile alle ore 7,23, ora italiana.

Eccoci pronti anche quest’anno al grande appuntamento con una delle più grandi ricorrenze

spirituali, uno di quei giorni sacri in cui è importante ritrovarci, il più numerosi possibile.

Il Wesak è un’invocazione di pace ed unificazione per il benessere di tutta l’umanità, senza

barriere di religione o di razza, poiché la pace è un bene comune, non ha nessun colore politico;

la pace è come la luce, l’aria, l’acqua; la pace è speranza di vita.

Dobbiamo essere presenti per invocare e diffondere quelle energie di pace, amore e VOLONTA’

DI BENE di cui abbiamo urgente bisogno.

Partecipare al Wesak significa collegarsi attraverso la meditazione per ricevere e ridistribuire la

Grande Benedizione impartita all’Umanità dai Maestri. Significa attraversare in meditazione la

porta dimensionale; in quei pochi, straordinari minuti, un immenso fiume di energia viene

irradiato sui presenti. Sono Grandi Energie di Luce, Amore, Fratellanza, Solidarietà ed

Unificazione che attraverso la meditazione si concretizzano ed espandono.

Non appartiene a nessuna religione o credo politico.

CONOSCERE IL WESAK

I giorni sacri

È un momento fondamentale per il mondo buddista ma come vedremo, lo è per tutti i viventi.

A primavera, nella notte del plenilunio nella costellazione del Toro, il pianeta vive un grande

evento che si verifica sui piani spirituali.

In questa «festa mobile» l’umanità ha la possibilità di ricevere la benedizione del Buddha

quella del Cristo e dei Maestri di Saggezza che vegliano per guidarne l’evoluzione spirituale.

Anche se si parlerà molto spesso del Buddha questo grande evento appartiene a tutti gli uomini

della Terra, a qualunque razza ed a qualunque religione essi appartengano, poiché è l’umanità

tutta che viene benedetta, nella sua totalità.


Tutti coloro che vi prendono parte, anche solo collegandosi col pensiero, con il desiderio di

esserci, con la meditazione, con il doppio astrale o fisicamente ricevono la propria parte di Luce;

ma per potervi partecipare è necessario esserne informati, sapere come si svolge questa festa

La valle del Wesak

Vediamo di chiarirne il significato per dar modo al maggior numero di persone possibile di

avvicinarsi alla sua suggestione.

Dobbiamo spostarci nell’Himalaya, in una zona impervia fra la catena del Karakorum e quella

del Kun Lun, alle pendici del monte Kailash, uno dei luoghi più sacri del pianeta.

Fortunatamente, proprio le asperità del percorso hanno tagliato fuori quest’area dai sentieri

battuti dal trekking, questo le ha permesso di conservarsi intatta in tutta la sua sacralità.

In una delle sue valli, la cui ubicazione permane segreta, si celebra annualmente il rituale e

molte migliaia di persone si mettono in cammino da tutti i continenti, in particolare da quello

indiano con mezzi di fortuna per parteciparvi.

È una valle chiusa a nord-est, da una grande roccia bianca, venata da un minerale luccicante.

Un grande masso squadrato, dell’identico minerale, lungo circa 4 metri e largo 2, utilizzato da

sempre come altare, ne delimita l’imboccatura. Questa è la valle in cui si svolge il Wesak, un

luogo sacro a cui non si giunge mai per caso, ma soltanto quando si è pronti interiormente. Una

valle sacra in uno dei luoghi più magnetici del pianeta.

Il significato del Wesak

Ma cos’è il Wesak e perché è così importante? È una festività orientale molto antica; appartiene

alla tradizione buddista, ma il suo significato è molto vasto, non limitato ad una sola religione,

poiché la sua grande Benedizione è destinata a tutta l’umanità.

La Tradizione indiana narra che cinquecento anni prima di Cristo, il principe Gautama Siddharta

raggiunse il massimo dell’illuminazione divenendo così un «Buddha», cioè un risvegliato.

Aveva trascorso la sua lunga vita nell’ascesi e nell’insegnamento degli ideali di pace, amore,

compassione. Grazie al suo altissimo livello di evoluzione spirituale raggiunse la perfezione,

liberandosi dalla necessità di tornare a incarnarsi ancora sulla Terra. Aveva percorso uno ad

uno tutti i gradini della Conoscenza, per Lui non c’è più un traguardo da conquistare, tutte le

mete sono state raggiunte, è divenuto la Perfezione incarnata, ora è un Maestro Perfetto, il suo

compito sulla Terra è finito...

Il monaco e principe Gautama Siddharta, da qui in poi detto «il Buddha», muore nell’anno 483

avanti Cristo, nel mese di Wesak (maggio), nella notte del plenilunio. Immediatamente

raggiunge la soglia del Nirvana, il Luogo della grande Liberazione, corrispondente più o meno

al nostro Paradiso. Una volta varcata quella soglia, sarà libero dal doloroso ciclo della rinascita

e della morte, si troverà immerso nella luce e nella beatitudine eterna. Gli sarebbe bastato fare

un piccolo passo e di tutte le sue vite terrene non sarebbe rimasto neppure il più remoto ricordo

.


La Grande Rinuncia

Una gioia eterna, perfetta ed incorruttibile si apriva dinanzi a Lui ma, mentre sta per varcare

quella fatidica soglia, il Buddha si arresta, si volge all’indietro e guarda il genere umano sul

pianeta che ha appena abbandonato...

Vede tutti gli esseri schiacciati dalla sofferenza, dalla fatica, dalle malattie, esposti alla violenza

della natura e dei loro stessi simili, e il suo cuore compassionevole prova pietà. Da ogni angolo

della terra sale fino a lui il grido di dolore di tutte le creature, dal più piccolo dei batteri ai minerali

nella fornace, all’erba calpestata e falciata. Gli giunge il grido degli animali frustati e macellati,

degli uomini in lacrime...

Proprio Lui, il Maestro di Compassione non può andarsene e lasciarli così, il suo nobile cuore

esita... Su quella soglia di beatitudine il Buddha si ferma, non ha il coraggio di proseguire e così,

dinanzi a tutti i grandi Esseri della Gerarchia pronti ad accoglierlo, formula il solenne giuramento:

non entrerà nel Nirvana fino a quando non vi sarà entrato prima di lui l’ultimo degli esseri umani.

Fino a quel momento il Buddha rimarrà in amorevole attesa. Ogni anno, nel momento esatto in

cui si forma il plenilunio nella Costellazione del Toro, tornerà sulla Terra a portare la Sua

benedizione, la sua mano tesa per aiutare ed incoraggiare l’evoluzione spirituale dell’umanità.

Questo è il senso della festa del Wesak, un rituale che da duemilacinquecento anni viene

celebrata nel mondo buddista.

– I Pellegrini dell’Himalaya –

All’approssimarsi della data prevista, migliaia di pellegrini s’incamminano verso questa valle.

Per alcuni il viaggio durerà molte settimane, giungono da Ceylon, dal Tibet, dal Nepal, da luoghi

sperduti, attratti dal sacro richiamo. Chi sono?

Sono guide spirituali, sono discepoli e Maestri di ogni ordine e grado appartenenti alle più

svariate correnti religiose, filosofiche o esoteriche. Sono Lama, guru, sadhu, uomini santi che,

con la loro parola contribuiscono alla crescita spirituale di milioni di uomini.

Raggiunto il luogo, si collocano nella posizione che è consona al loro grado; ciascuno

conosce esattamente qual è il suo posto, senza prevaricazione né discussioni.

Pur appartenendo a gruppi etnici radicalmente diversi, a religioni differenti, tutti i partecipanti

sono ben consci dell’importanza della funzione unificatrice della cerimonia, poiché la radice

della conoscenza è unica, come unica è la divinità. Qui non esistono barriere né pregiudizi di

nessun tipo, tutti lavorano dedicando la vita ad un obiettivo comune: l’evoluzione spirituale del

Genere Umano.

Quando il momento del Plenilunio si avvicina, sull’altare di pietra viene posta una grande coppa

di cristallo piena d’acqua. I pellegrini cantano e pregano nell’attesa del grande Evento che sta

per verificarsi.

-L’arrivo dei Maestri –

Quando tutto è pronto, arrivano i Grandi Iniziati della Gerarchia. Presenziano alla cerimonia nel

loro Corpo di Luce, sono anche Loro Maestri Perfetti come il Buddha, sono i Grandi Esseri che


nel volgere dei secoli hanno accompagnato la crescita degli esseri umani ed ora, concluso il

ciclo di incarnazioni sulla Terra guidano l’Umanità dai piani Superiori dell’esistenza.

Prendono posto attorno all’altare di pietra, nello spazio che è stato loro riservato e intonano canti

rituali, accompagnati dalla moltitudine dei presenti.

Mentre il momento si avvicina, la moltitudine intona il canto della «OM», il suono primigenio

attraverso cui avvenne la Creazione, l’ineffabile nome di Dio.

Accanto all’altare, al centro del gruppo dei Maestri, si materializza nel suo Corpo di Luce il

Cristo, è venuto ad accogliere il Suo Grande Fratello. Riceverà la benedizione del Buddha e,

potenziandola, la riverserà sulla Terra.

L’apparizione del Buddha

Al momento convenuto, sui presenti scende una grande quiete, tutti guardano verso il nord-est.

Nel cielo si manifesta un punto luminoso che lentamente si avvicina acquistando nitidezza di

contorni. Gradualmente, al suo interno si rende visibile il Buddha, risplendente di luce, seduto

nella posizione del loto, avvolto nella veste color zafferano. Con la mano destra alzata in segno

di benedizione, si ferma librato sulla roccia sacra. I Maestri intonano un potente mantra, usato

per quest’occasione una sola volta all’anno.

Tutti i presenti sono in ginocchio, l’intensità del momento genera un’energia palpabile. Questa

vibrazione instaura una grande corrente di pensiero a cui fa risposta una altrettanto poderosa

energia di benedizione. Dalla moltitudine si levano potenti preghiere che culminano con la

Grande Invocazione.

Il Buddha sorridente ascolta; la sua presenza benedicente è portatrice di una poderosa energia.

Durante la sua apparizione, lungo le valle corre come un fremito che fa sbocciare gli iris viola,

fiori di pace e di guarigione, simboli del Wesak. Il Buddha, rimane manifesto nel suo corpo di

luce per otto minuti, poi lentamente com’è venuto, scompare.

I partecipanti rimangono ancora in profondo raccoglimento e meditazione, poi lentamente si

avvicinano alla roccia altare. Qui riceveranno dalle mani dei Maestri un sorso d’acqua attinto

dalla coppa di cristallo. L’acqua, che a quelle quote è così limpida e pura, rappresenta la

continuità dell’unione fra Maestri, discepoli ed esseri umani. Fortemente magnetizzata

dall’avvenimento, infonderà nuova energia e determinazione a ciascuno.

I pellegrini astrali

Ma in quella valle segreta, ad assistere alla cerimonia, ci sono molti, molti più spettatori di quanto

le apparenze lascino immaginare...

Una massa ancora più grande di individui giunge per altre vie a questa valle. Non vi arriveranno

per i sentieri pietrosi battuti dal vento, non cammineranno faticosamente in salita, perché

viaggeranno privi del corpo fisico. Indubbiamente, non è una cosa da tutti...

Si tratta di Iniziati a vari livelli che stanno portando avanti compiti speciali nel mondo degli

uomini. Sono Maestri e Discepoli incarnati fisicamente in molti luoghi sulla Terra. Il silenzio e la

riservatezza sono requisiti indispensabili affinché il loro lavoro proceda senza intralci. Troppo

lontani per raggiungere l’Himalaya fisicamente o troppo coinvolti in un lavoro di massa al servizio

della Gerarchia, vi presenziano con il corpo di luce, arrivando IN ASTRALE al momento giusto

per seguire la cerimonia.

Soltanto i veri Iniziati sono in grado di attuare CONSAPEVOLMENTE questo tipo di «viaggio».

Soltanto dopo la seconda Iniziazione conferita dalla Gerarchia avranno raggiunto un livello

di conoscenza tale che permetta loro di abbandonare il corpo fisico di propria iniziativa, ogni

qualvolta si renda necessario.

I pellegrini del Sogno

A questi «pellegrini di luce» vanno aggiunti altri milioni di esseri, sparsi su tutto il pianeta che

parteciperanno INCONSAPEVOLMENTE al Wesak; costoro sono esseri simili a noi, uomini

comuni che, a loro totale insaputa lavorano ispirati dalla Gerarchia in sintonia con il Grande

Piano. Verranno dolcemente prelevati durante il sonno o la meditazione e portati qui nei loro

corpi sottili. Mentre il loro corpo fisico è addormentato, la loro parte spirituale vive una bellissima

esperienza. Quasi nessuno al proprio risveglio sarà in grado di ricordare ciò che ha visto. A

volte, ma molto raramente, qualcuno ricorderà qualche sogno confuso, come di un viaggio, ma

tutti loro utilizzeranno al meglio l’energia e la benedizione ricevuta, per svolgere correttamente

il loro compito nella vita quotidiana. Chi è giunto qui in sogno o in astrale, può in qualche misura

considerarsi «privilegiato» perché, pur inconsapevole, è già un collaboratore dei Maestri.

L’affiorare dei ricordi

Forse, fra coloro che leggeranno queste righe, ce ne sono molti che hanno partecipato più volte

a questo evento, ma non riescono a ricordarlo. Per loro forse, queste righe non giungono a caso,

ma per aiutarli a riportare alla mente una scintilla di luce, per far riaffiorare una traccia, un ricordo

vago su «qualcosa» che soltanto l’anima conosce.

Anche in questo caso non siamo noi a scegliere o a metterci in lista. Sono soltanto i Maestri che

decidono chi condurvi, la loro scelta si basa su criteri che soltanto Loro conoscono.

Chi è portato in astrale in questa valle, ci è giunto perché era pronto a quel passo, perché i

Maestri hanno ritenuto che il suo karma ed il suo compito lo richiedevano...

La memoria non è importante, la memoria fisica è soltanto un fatto fisico, il vero ricordo, quello

indelebile, si fissa nell’anima ed affiorerà soltanto al momento opportuno.

Forse, leggendo queste righe alcune persone potranno provare una strana emozione, come una

lieve vertigine... Forse qualcuno sentirà destarsi una nota di comprensione, o una sorta di

nostalgia. I più razionali (ma comunque predisposti all’incontro) si sentiranno attratti da una viva,

inspiegabile curiosità, qualcosa che la mente, sarà pronta a camuffare con l’interesse

accademico. Se sono stati portati in quella valle è perché nell’arco della loro vita giungerà il

momento in cui il motivo della loro partecipazione tornerà utile all’umanità.


Quando i Maestri si muovono o influenzano un individuo, lo fanno nell’interesse del gruppo e

non del singolo. Un grande Piano si sta svolgendo e sono necessari collaboratori che operano

in tutti i campi dello scibile, dalla politica all’arte alla religione...

Un’occasione di crescita

Nessuno può giungere qui se la sua evoluzione spirituale non lo permette; non si giunge alla

valle del Wesak senza il consenso dei Maestri. Anche coloro che conoscono i rudimenti di

qualche tecnica di Viaggio Astrale, non saranno in grado di arrivarci con la propria volontà.

Nessuno può imboccare quella strada né sul piano fisico né su quello astrale se il suo

cuore non è puro. In questa valle giungono soltanto coloro che stanno lavorando per servire

amorevolmente il loro prossimo, senza aspettarsi alcuna ricompensa o riconoscimento.

Questa grande benedizione che viene impartita in uno dei luoghi più sacri del pianeta, è in effetti

una grande occasione per tutta l’umanità,

è la possibilità di ricevere un’iniziazione collettiva

per fare un grande balzo sulla via dell’evoluzione spirituale

.

Una grande energia luminosa viene liberata e resa disponibile, sono necessari uomini e donne

che si offrano come canali liberi per raccoglierla e diffonderla sul Pianeta.

Al termine della celebrazione, i partecipanti torneranno alle loro città, alle loro case con forza

rinnovata, con un grande impulso-aiuto per riprendere il compito che si sono scelti o che è stato

loro affidato.

Incontrarsi a metà strada

Il Wesak è il momento supremo in cui si realizza il più intenso sforzo spirituale di tutto l’anno da

parte della Gerarchia per accostarsi all’umanità, e contemporaneamente, è il momento in cui

l’umanità raggiunge la sua massima possibilità di innalzarsi verso la Gerarchia dei Maestri.

Questo momento segna profondamente la vibrazione dei presenti, è come se un sigillo di luce

venisse impresso nella loro aura, un sigillo che li renderà ben visibili e riconoscibili da parte

dei Maestri. Coloro che sono pronti a fare il passo successivo verranno innalzati e sorretti.

Prepararsi a cambiare

Nessuno torna «indenne» dal Wesak, perché nessuno ci è arrivato a caso. Tutti i presenti sono

stati instradati a questo incontro attraverso una incredibile geometria di coincidenze, e chi non

era pronto al cambiamento non ha trovato la strada, o non ha trovato il posteggio o ha sbagliato

giorno... Non a caso abbiamo parlato di «cambiamento». Anche le persone apparentemente

meno coinvolte alla cerimonia, per il solo fatto di essere presenti nel luogo giusto nel

momento giusto vedranno cambiare la loro vita. Coloro che prendono parte alla cerimonia,

sia i fortunati che raggiungono la valle dell’Himalaya che coloro che vi si collegano col pensiero

e la meditazione da tutto il resto del mondo, tutti indistintamente vengono elevati spiritualmente

al disopra della massa.

Attraverso ciascuno di loro, l’energia del Wesak fluisce fra il cielo e la terra; ogni uomo ed ogni

donna presente diventa un canale e ridistribuisce a sua volta la potente energia di Luce

che altrimenti rimarrebbe inutilizzata.

L’ENERGIA DI LUCE

Una volta immessa sul pianeta, quest’energia viene resa immediatamente disponibile, smistata

e convogliata verso quei luoghi e quelle situazioni in cui si rende necessaria.

Quest’energia può influire sul momento di una crisi economica, può affrettare un cambiamento

di tendenza, illuminare un politico, risvegliare cuori addormentati, intervenire per placare le forze

della Natura scatenate, poiché anche la Natura è sensibile ai fermenti dei cuori umani...

Nessun umano “singolo” potrà intervenire per manipolare o utilizzare queste grandi energie.

Solo un Gruppo il cui compito presuppone un livello di conoscenza dato dal capostipite

che va ben oltre ai limiti di questo Pianeta...

Il lavoro di smistamento sui Piani Spirituali è riservato ai Grandi Esseri, i Maestri di Saggezza

che custodiscono i Piani evolutivi del genere umano, che ne conoscono lo svolgimento futuro e

ne pilotano l’evoluzione sia materiale che spirituale.

Quest’energia di Luce, saggiamente ridistribuita e amministrata, servirà a

«sbarrare la porta

dietro cui il male risiede»

. Ritroveremo più avanti queste parole, nella «Grande Invocazione»

una delle più potenti preghiere che i Maestri hanno dato all’umanità per facilitarne il cammino.

In ogni caso, perché i Maestri possano utilizzare quest’energia, è necessario che gli esseri

umani si rendano disponibili, che diventino di loro iniziativa dei canali aperti. Ciascuno dovrebbe

sentirsi responsabilizzato e portare il proprio contributo con la propria volontà.

Collaborare all’evoluzione

I Maestri possono indicarci qual è la strada migliore da percorrere, ma non possono costringerci

a percorrerla, la scelta è soltanto nostra. Per poterci aiutare hanno bisogno di essere aiutati. E

l’unico modo è quello di ribadire non solo interiormente, ma nel concreto, la nostra PROMESSA.

Gli effetti spirituali di questo avvenimento rimarranno attivi per i mesi successivi, giungendo a

modificare il modo di sentire e pensare dei partecipanti, aiutandoli nella crescita spirituale.

La Volontà di Bene

Anche una piccola dose di Volontà di Bene, di amorevole senso di collaborazione verrà esaltata

e potenziata, tutti sono chiamati a lavorare per il Grande Piano. I Maestri osservano tutti gli

esseri umani, alla ricerca di collaboratori che permettano loro di migliorare la vita sul pianeta.

L’umanità deve superare gli ostacoli dovuti all’indifferenza, all’egoismo, della crudeltà; è

assolutamente necessario che vengano instaurati «giusti e retti rapporti fra i popoli» per usare

le stesse parole del Maestro Tibetano, ma la scelta dipende esclusivamente da noi.

L’Età dell’Acquario

Il Wesak è una grande possibilità offerta agli uomini, ma è necessario parteciparvi con grande

consapevolezza, perché i tempi sono cambiati. Fino a pochi anni fa veniva celebrato in

occidente all’interno di piccoli gruppi di ricerca spirituale, soprattutto di estrazione teosofica. La

cerimonia, era appannaggio esclusivo di quei pochi che avevano la conoscenza sufficiente per

presenziarvi, il grande pubblico ne era dunque tagliato fuori.

Ai nostri giorni molte cose sono cambiate, L’Età dell’Acquario iniziata nel 1975 ha portato una

ventata nuova nel mondo della divulgazione esoterica. Gran parte dell’umanità è ormai pronta

ad apprendere cose che finora non potevano essere rese note; con l’avvento della Nuova Era

nessuno può sfuggire ai grandi cambiamenti che sono ormai in atto.

La nota dominante del Wesak è cambiata, anche se la valle dell’Himalaya continuerà a rimanere

segreta, è giunto il momento che la cerimonia diventi di pubblico dominio, che masse sempre

più grandi ne comprendano l’importanza e vi partecipino attivamente, nell’interesse stesso del

Pianeta. Da qualunque parte del mondo ci si può collegare mentalmente attraverso la

meditazione. Chi decide prendere parte alle cerimonie che si svolgono in Occidente, lo fa perché

ha ricevuto nella profondità della sua anima un segnale particolare, gli si sta presentando una

grossa occasione di crescita, è libero di coglierla al volo, di utilizzarla o lasciarla decadere.

Il nostro compito è qui

Non è necessario abbandonare i luoghi in cui ciascuno di noi abita, vive e lavora, non viene

richiesto a nessuno di scalare montagne lontane e inaccessibili, poiché il nostro compito è «Qui

e Ora» esattamente nel luogo in cui ci troviamo.

Si può prendere parte alla cerimonia attraverso la meditazione che viene organizzata nella data

giusta, il più possibile vicina al momento del plenilunio nella costellazione del Toro, a ricordo

della Grande Promessa del Buddha. La data può variare di anno in anno, ma comunque non

cadrà mai prima del 21 aprile e né dopo il 22 maggio. La ricorrenza appartiene come la Pasqua,

alle cosiddette «feste mobili», legate alle lunazioni. Sarà necessario divulgare le informazioni

relative a questa data, in modo che giungano all’orecchio del maggior numero possibile di

persone e che queste possano fare per tempo la loro scelta.

Molto spesso, coloro che ricercano notizie, informazioni o spiegazioni sul Wesak, hanno già

preso parte in astrale alla cerimonia dell’Himalaya anche se non lo ricordano consciamente, e

la partecipazione fisica alla cerimonia che si svolge pubblicamente nei loro Paesi è la

continuazione, la consacrazione di un impegno.

Non preoccupatevi eccessivamente di coloro che vi sembrano soltanto curiosi o perditempo, i

Maestri hanno bisogno di molti collaboratori fra gli uomini, ed i compiti sono così tanti...

Nessuno giunge al Wesak per caso, ma perché è scattata in loro una scintilla «speciale». Anche

se alcuni non capiranno tutto subito, un seme di luce sarà stato deposto nel loro animo e prima

o poi darà i suoi frutti, anche se dovrà trascorrere molto tempo prima che ciò avvenga.

Semplicità, umiltà, purezza di cuore

Il Wesak porta un grande messaggio di pace ed unità, un messaggio semplice e sincero, non è

una nuova religione poiché appartiene a tutta l’umanità di ogni fede razza e cultura.

Rappresenta il primo passo verso l’unificazione di tutte le Religioni, ma è necessario che sia

reso comprensibile a tutti. È importante che si riesca a radunare un certo numero di persone, in

qualche luogo accogliente in vari Paesi, e che queste vengano condotte con semplicità e

dolcezza, a seguire le varie fasi della meditazione che viene proposta.

Inizialmente, il gruppo dovrà essere guidato da persone particolarmente preparate e ben

consapevoli, in seguito, i vari gruppi acquisiranno una conoscenza sempre maggiore

sull’importanza della funzione e saranno in grado di gestire da soli la cerimonia.

Vi sono alcuni requisiti indispensabili da parte di coloro che un giorno dovranno gestirlo: è

richiesta una grande semplicità d’animo e di parola, grande amorevolezza e assolutamente,

neppure la minima ombra di orgoglio, competizione o fanatismo.

Si deve avere ben chiaro in mente che siamo gli umili strumenti dei Maestri, che siamo servitori

dell’umanità, che stiamo svolgendo un servizio. Nel corso della celebrazione tutti i

partecipanti diventano strumenti di una Forza molto grande che li attraversa e si ramifica

sulla Terra. Perché quest’energia arrivi e di distribuisca è necessario l’impegno amorevole e

consapevole di uomini e donne di buona volontà. I Maestri lasciati soli, senza la nostra

collaborazione, non possono fare nulla per aiutarci, e l’energia di benedizione rimane

inutilizzata...


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