PROVENZA
Storie & leggende
a cura di P. Cangemi

La Provenza (Provence in francese, Prouvènço/ Provença in lingua provenzale) è un'antica provincia del sud-est della Francia, che si estende dalla riva sinistra del Rodano inferiore a ovest fino quasi all'attuale confine con l'Italia a est (la zona di Mentone, Sospello e la Valle Roia non ne fecero praticamente mai parte), e delimitata a sud dal Mar Mediterraneo.

Nel Medioevo l'importanza culturale di questa provincia era tale che molti autori, come Dante Alighieri, la citarono spesso nelle proprie opere: nella Divina Commedia, ad esempio, è menzionata svariate volte.

È, insieme alla Linguadoca, l'unica Regione francese che accolse importanti colonie greche e, in assoluto, quella che subì più intensamente il processo di romanizzazione, iniziato fin dalla seconda metà del II secolo a.C. e protrattosi per ben seicento anni. In Provenza si sviluppò, in età medievale, una civiltà raffinata, che si irradiò in gran parte d'Europa e che conobbe il suo punto algido a cavallo fra il XII e il XIII secolo.

A partire dal IV secolo a.C. popolazioni celtiche giunsero in Provenza. Lasciarono occasionalmente sussistere le tribù degli antichi occupanti (circa una dozzina). Quelle delle valli alpine e della parte orientale della costa, Oxibeni e Deceati, furono interessati in modo superficiale. Nella bassa Provenza, d'altra parte, i celti si mischiarono con gli antichi abitanti e finirono per formare una popolazione celto-ligure[1]. Essi raggrupparono le tribù in una confederazione, quella dei Salieni, la cui capitale era senza dubbio Entremont.

Poco dopo la sua fondazione, Marsiglia dovette difendersi contro gli attacchi delle popolazioni liguri. La città non aveva un territorio molto esteso; la sua azione nel sud della Gallia non deve nemmeno essere sottostimato. Nella Valle del Rodano e della Saone, essa faceva defluire le materie prime venute da nord ed esportava i prodotti greci. Sotto l'influenza greca, gli indigeni si misero a coltivare la terra, a costruire bastioni, a coltivare le vigne e a piantare olivi. Le ceramiche modellate lasciarono il posto a ceramiche cotte nel forno, fabbricate in Grecia, a Marsiglia o nei centri indigeni. Gli abitanti si organizzavano in piani regolari e si circondavano di fortificazioni di grandi dimensioni su esempio greco (Saint-Blaise). Nel I secolo a.C. Glanum (Saint-Rémy-de-Provence) possedeva un vero centro monumentale come una città greca, con un'agorà circondata da portici[2].

La scultura è il dominio dove si manifesta la migliore sintesi tra le tradizioni indigene e le forme dell'arte ellenica (le colonne d'Entremont, le sculture di Roquepertuse, i capitelli lavorati di Glanum). È a Marsiglia che i siti gallici della Provenza entrarono nell'economia monetaria e che si elaborò la scrittura gallo-greca, adattamento dell'alfabeto greco a scrittura dei Galli.

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